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Obama: Al Qaeda è un cancro e minaccia gli Usa dal Pakistan
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A poco piu' di due mesi dal suo insediamento alla Casa Bianca, Barack Obama ha presentato la "nuova strategia complessiva" americana per l'Afghanistan e il Pakistan, una regione, l'AfPak, che viene ora considerata come un tutt'uno a Washington, e in cui gli Stati Uniti sono pronti ad avviare "un processo di riconciliazione" provincia per provincia, condotto con la cooperazione dei capi tribu', del governo afghano e dei partner internazionali, per cooptare quei talebani scesi in guerra "perche' costretti o perche' pagati per farlo".
Si tratta del risultato di "una revisione attenta delle politiche" articolato su diversi pilastri per risolvere una crisi di cui Obama non ha nascosto la gravita', sottolineando che "la situazione e' sempre piu' pericolosa" e che al Qaeda da quelle regioni sta preparando altri attacchi contro gli Stati Uniti e i loro alleati.
Non solo quindi aumento del numero dei militari americani, oltre ai 17mila in piu' in arrivo entro l'estate, che saranno dispiegati nel sud e nell'est del Paese, ne saranno inviati altri 4mila "piu' avanti questa primavera" per addestrare le nuove forze afghane. Ma anche riconciliazione con i talebani moderati e coinvolgimento, in un Gruppo di contatto, di Paesi diversi da quelli impegnati sul terreno, quindi Iran, Cina, India e Russia e Paesi dell'Asia centrale. "C'e' uno zoccolo duro di talebani che non sono disposti a compromessi. Questi devono essere affrontati con la forza e devono essere sconfitti. Ma ci sono anche quelli che combattono perche' costretti, o semplicemente , perche' pagati per farlo. Questi afghani devono avere la possibilita' di scegliere una strada diversa. Questa e' la ragione per cui lavoreremo con i leader locali, con il governo afghano e i partner internazionali per avviare un processo di riconciliazione in ogni provincia", ha aggiunto Obama. Il rinnovato impegno degli Stati Uniti nella regione sara' tenuto sotto controllo da una serie di "benchmark" richiesti ai governi di Afghanistan e Pakistan. Dal passo con cui vengono addestrate le nuove forze, alla crescita della ricchezza del Paese e la lotta alla produzione di papavero da oppio. Al fine, e questo e' l"'obiettivo chiaro e concentrato", di "scardinare, smantellare e sconfiggere" al Qaeda sia in Afghanistan che in Pakistan e "di prevenire il suo ritorno nel futuro", grazie a una strategia "piu' forte e intelligente" che passa attraverso un maggiore sforzo nell'addestramento delle forze afghane, per arrivare, ha precisato, a un esercito di 134mila unita' e una forza di polizia di 82mila entro il 2011, e di un "aumento dratico del nostro impegno civile", con un "aumento sostanziale del numero dei nostri civili sul terreno".
Al Pakistan e' destinato un programma "di sostegno diretto" da 7,5 miliardi di dollari complessivamente che non viene offerto "come assegno in bianco", ma appunto, solo in cambio di un efficace impegno delle istituzioni nel combattere al Qaeda.
Le forze americane non si trovano nella regione "per controllare il Paese o dettarne il futuro", si e' sentito in dovere di precisare il presidente americano, che ieri ha parlato al telefono sia con Hamid Karzai che con Asif Ali Zardari, "ma per affrontare il nostro nemico comune".
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RaiNews24
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