Naufragio della petroliera nel Mar Nero Il giorno dopo il naufragio di una petroliera e quattro mercantili nelle acque del Mar Nero, una gigantesca onda di greggio ha raggiunto le coste russe dello Stretto di Kerch. E nella zona, che collega il Mar Nero e il Mare di Azov, gli uccelli cominciano a morire. "La chiazza è ormai sulla spiaggia: gli uccelli si poggiano sul combustibile e muoiono", ha riferito Alexandr Dovgal, dell´autorità portuale di Tamansk. Quando la petroliera si è spezzata in due tronconi, quasi la metà del carico di 4.800 tonnellate di greggio, si è riversata in mare. Le autorità russe e ucraine hanno lanciato un´operazione di soccorso e bonifica. Secondo il sito web Russia Today sono stati recuperati cinque cadaveri, tre dei quali erano probabilmente membri dell´equipaggio del mercantile Najichevan, che trasportava zolfo. I corpi senza vita dei marinai portavano ancora i giobbotti di salvataggio quando sono stati trovati vicino alla penisola di Tuzla. E sono una ventina i marinai ancora dispersi. Venti che soffiavano fino a 100 chilometri all´ora e onde alte più di cinque metri hanno trasformato in un inferno la zona del porto russo di Kavkaz, uno dei principali nello stretto di Kerch. Oggi i venti si sono calmati, ma i meteorologi si attendono una nuova tempesta per le prossime ore. Mentre i governi di Russia e Ucraina hanno creato un´unità di crisi congiunta per far fronte al disastro, le autorità locali hanno mobilitato centinaia di persone perché collaborino alle operazioni di bonifica. Secondo però le prime stime, potrebbero occorrere anni per ripulire la zona. 13/11/2007 RaiNews24